venerdì 15 giugno 2012

les gorges de l'Ardeche (le gole dell'Ardeche)

Il Ticino non basta più alla nostra fame di nuove esperienze in canoa: eccoci allora sull'Ardeche, in Francia. L'Ardeche è un fiume del sud della Francia, affluente di destra del Rodano, che dà il nome al dipartimento che bagna cioè l'Ardeche. Nel tratto da Vallon Pont d'Arc a valle fino a Saint Martin il fiume scorre in un canyon per circa 30 km: questo è il tratto che noi (parlo al plurale perchè eravamo in 4) abbiamo percorso.
Evito di dare notizie dettagliate sul percorso (tempi, distanze, cartina eccetera) perchè altri lo hanno già fatto in modo egregio: basta entrare nel sito
Io vorrei invece raccontare quello che ho portato a casa dal viaggio cioè sensazioni e ricordi delle cose che più mi hanno colpito.
Innanzi tutto è la configurazione naturale del luogo che affascina: il fiume scorre in un canyon scavato in un altopiano poco abitato per cui si hanno scenari degni di un  film western. Le fotografie seguenti danno un'idea del luogo












Ho scattato queste foto percorrendo la strada panoramica che unisce Vallon Pont d'Arc a Saint Martin: vale la pena di fare questo percorso di circa 35 km., dotato di terrazze panoramiche ogni 4-5 km. posizionate in punti da cui la vista sul canyon è ottimale, perchè così si ha la visione dal basso (in canoa) e dall'alto ottenendo un'idea più completa della configurazione naturale di questa zona.
Ecco ora le immagini dal basso

 le pont d'arc

 i 4 compagni d'avventura




la "cattedrale"





Davanti a queste bellezze, immersi totalmente nella natura (la cosidetta civiltà qui è lontana anni luce ! che grande silenzio si gusta qui, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore delle rapide del fiume) mi sono sentito piccolo, piccolo: ho avvertito la mia pochezza davanti alla magnificenza della Creazione ( a proposito del silenzio un asceta ha detto: "fai silenzio e sentirai la tua anima cantare dentro di te"). Una moltitudine di uccelli di varie specie popolano il canyon e allietano la discesa con i loro canti. Nelle pareti rocciose innumerevoli buchi sono il loro nido: alla fine dei loro voli si rifugiano in questi buchi, al sicuro dai predatori. I predatori sono numerosi falchi che volteggiano a grandi altezze con il loro volo circolare. Ho avuto la fortuna di osservare uno di questi falchi scendere in picchiata nel fiume per catturare un pesce (nell'Ardeche vivono in gran quantità trote, alcune anche di notevoli dimensioni). Nelle gole vivono anche numerose le libellule: una di esse ha deciso di usarmi come taxi e per un certo tempo è rimasta sul mio braccio a tenermi compagnia. Una piccola riflessione: i ragazzi di oggi, cresciuti a pane e play station ne hanno mai vista una ? E ancora: sono stati qualche volta a contatto con la natura ? Poverini! Sono convinti che le gioie della vita si trovino nelle cose vuote che loro amano e non sanno invece vedere dove si trova veramente la gioia e la bellezza del vivere: è improbabile che possano fare un "pensierino della sera" come quello che ho fatto io nel post PRESENTAZIONE. Ancora più piccolo e, devo confessarlo, un pochino timoroso, mi sono sentito quando si arrivava a una rapida: lungo il percorso se ne incontrano una ventina di cui 4 o 5 particolarmente impegnative (per l'aspetto emotivo, cioè per il timore che incutono all'atto di affrontarle: a occhio valuti come si presenta l'acqua nella rapida e devi decidere in un attimo dove passerai; la decisione non può essere cambiata se ti accorgi che hai sbagliato perchè quando entri in rapida la corrente è più forte di te e chi sbaglia...si rovescia. Per l'aspetto tecnico: bisogna avere padronanza della canoa e sapere cosa fare: bisogna stare allineati con la corrente, busto in avanti per caricare la punta della canoa e andare alla massima velocità possibile per stabilizzare la canoa). In ognuna di esse si imbarca parecchia acqua che viene evacuata senza problemi essendo la canoa autosvuotante (ci sono dei fori sul fondo che provvedono alla bisogna); il lato positivo è che si finisce la giornata belli puliti dopo tutti questi bagni. Alcune foto per rendere l'idea





è sparita la canoa !


zoomate per ingrandire l'immagine e osservate il viso della ragazza
che sta davanti: si comprende meglio la spiegazione che ho
cercato di dare sopra su quello che succede in rapida


forza Silvio che ce la fai !!


 passa più a sinistra Antonio se no ti rovesci



ma lui non ha seguito le mie segnalazioni: questo è il risultato


Francesca ha "bagnato il naso" a suo padre (Antonio): è passata senza rovesciarsi


qui Antonio si è accontentato del bagno parziale (bidet): niente rovesciamento

Alcuni suggerimenti: attenzione alla prenotazione del bivacco (ce ne sono due: Gaud e Gournier) se si effettua la discesa in due giorni perchè le istruzioni contenute in http://www.gorgesdelardeche.fr/  (sito in cui si prenotano i posti per accedere al bivacco) sono poco chiare.



bivacco Gournier: si lasciano le canoe sul greto del fiume
e si sale al bivacco (dietro le piante)
Io ho prenotato bivacco semplice invece per poter dormire nei grossi tendoni bisogna prenotare marabout. Risultato: l'addetto a cui mi sono rivolto al mio arrivo mi ha detto in modo molto ironico che dovevo "coucher aux etoiles" (dormire per terra all'aperto). Mi è venuto un giramento di.....notevole che ha rischiato di pregiudicare tutto il bello che avevo messo dentro. Però di ogni esperienza, anche quelle negative, bisogna cercare di cogliere l'aspetto positivo: vi dirò quindi che cercare di prendere sonno sulla sponda del fiume (era la prima volta che mi capitava) cullato dagli ultimi canti degli uccelli prima della notte e dal rumore della rapida che avremmo incontrato subito dopo la partenza il giorno successivo, mentre il cielo scuriva progressivamente e le stelle acquistavano man mano brillantezza resterà uno dei ricordi più belli che conserverò nel mio cuore.
Evitate accuratamente il fine settimana perchè sembra di essere sull'autostrada nei giorni di inizio vacanze: ci sono numerosissime canoe come si può vedere nella foto che segue e, quando si arriva in rapida, è meglio essere soli perchè se uno si rovescia si rischia di fare gli strati di canoe una sopra l'altra


Altro suggerimento: anche se effettuerete l'escursione nella bella stagione come noi abbiamo fatto non ripetete l'errore che ho fatto io cioè non ho portato con me il sacco a pelo pensando che bastasse coprirsi bene con un pile e una giacca della tuta da tennis. Mal me ne incolse: verso mattina il freddo è pungente e mentre mi maledicevo mentalmente per l'errore commesso mi sono ricordato di quel padre molto saggio che diceva che per fare imparare al figlio a stare al mondo, oltre agli altri insegnamenti,  è utile fargli provare a sopportare la fame, il caldo e il freddo. Mio padre era molto saggio ma anche con un cuore molto tenero per cui non mi ha imposto questo tipo di insegnamento: ho fatto io questo tirocinio di vita costretto dalle circostanze (limitatamente al freddo) all'età di 65 anni. Meglio tardi che mai !!
Due foto per illustrare il discorso dormire.

coucher aux etoiles 


Francesca ha optato invece per il tavolo su cui avevamo cenato, impaurita da un grosso rospo che cercava di farsi baciare mentre lei provava a dormire per terra: non avrà perso un'occasione d'oro ? Mah, chi lo sa se ci sono ancora in circolazione i principi azzurri trasformati in rospi !!

Complimenti se mi avete letto fino alla fine: avete una pazienza notevole.

1 commento:

Anna Laura ha detto...

l'ho letto tutto d'un fiato e mi è piaciuto molto.
Ho sentito anche qualche schizzo d'acqua...