mercoledì 9 giugno 2010

la piena del fiume Ticino swollen river


l'imbarcadero di Roberto, nella zona del Chiozzo



l'imbarcadero di Giuseppe, nella zona del Chiozzo (l'angolo del
riposo, come si può leggere nel cartello appeso all'entrata)



imbarcadero nella zona del Chiozzo (la mano che emerge
dall'acqua non è di Giuseppe: lui sta riposando all'asciutto)


l'inizio della pista ciclabile che porta al golf



la piena record dell'ottobre 2000 in zona Casoni


la piena record dell'ottobre 2000 al Canarazzo:
più che un fiume sembra un piccolo lago



Pavia: ponte vecchio (ottobre 2000)



Pavia vista dalla sponda destra (ottobre 2000)



l'imbarcadero di Roberto



l'imbarcadero di Roberto
al ristorante "dal vigile"

Su questo argomento ho due riflessioni da fare:
1) se dessimo credito a tutti i catastrofisti che in continuazione predicono calamità naturali ci sarebbe da preoccuparsi seriamente. In particolare, qualche tempo fa, ho ascoltato qualche sciagurato che parlava di cammelli che si aggireranno nel deserto che fra poco tempo sostituirà la pianura padana :prima che vi prenda un coccolone dopo avere ascoltato questa previsione apocalittica dovete considerare che madre natura ne sa un pò di più di costoro (per fortuna !!) e provvede innaffiandoci dall'alto con la pioggia. A volte queste piogge ci portano come risultato una piena del fiume :guardate le fotografie a inizio post che si riferiscono alle piene più recenti e ditemi se vedete cammelli in circolazione. Ma se questi predicatori di sventura stessero un pò zitti non sarebbe meglio ?


Mio Dio è sparita l'acqua !! Fiato alle trombe dei catastrofisti.....
Però fra qualche settimana arriverà una bella piena così staranno zitti:
la situazione cambierà come nella foto seguente


2) quando lavoravo ogni tanto sognavo di fare un'uscita in canoa con il fiume in piena per provare nuove emozioni ma non avevo il tempo per realizzare questo desiderio. Finalmente, raggiunta la libertà (pensione) il sogno si è avverato: sono uscito in canoa con il fiume in piena.
E' un'esperienza meravigliosa che provo a descrivere per i non canoisti. In condizioni di piena il fiume esce dal suo alveo e l'acqua invade i prati e i boschi che si trovano lungo le sue rive; la navigazione avviene non nell'alveo ma attraversando questi prati e boschi allagati: l'acqua è più "ferma" (poca corrente), si evita il pericolo di collisioni con tutto il materiale trascinato a valle dal fiume (scende di tutto anche interi alberi con i quali è meglio non avere incontri ravvicinati..) e si fa meno fatica procedendo verso monte (risalita).
Attraversando questi boschi ho percorso i sentieri che abitualmente percorro a piedi e ho osservato alcune cose molto curiose: il lauto pasto degli uccelli che si cibano dei lombrichi rifugiati come naufraghi sui pezzi di legno che galleggiano sull'acqua, le lumache che cercano di sfuggire all'acqua salendo sulla vegetazione che non è stata sommersa (i cadaveri di quelle che non ci sono riuscite galleggiano a pelo d'acqua; mi sono sentito molto felice per avere ospitato sulla mia canoa e quindi salvato una decina di questi animaletti), una famigliola di fagiani rifugiata su un tratto di terreno emergente dall'acqua fuggita precipitosamente al mio arrivo volando su un albero (e probabilmente mandandomi qualche accidente dato il livello sonoro con cui hanno "gridato" mentre volavano via).
Devo confessare che raramente mi sono sentito così felice e in sintonia con la natura come durante questa pagaiata !!

Novembre 2014: perbacco che piena !!

Era già qualche anno che non si vedeva una piena con un livello dell'acqua così alto: non si poteva perdere un'occasione come questa.
Eccoci quindi in kayak a gustare una pagaiata dal "sapore" diverso, in mezzo al bosco invaso dalle acque, navigando sul sentiero attrezzato per il percorso vita che nei fine settimana è il paradiso per gli amanti dell' attività fisica. Non poteva mancare qualche fotografia per ricordare l'evento:

la piena in città, al ponte vecchio


sul percorso vita: saltelli alternati alla barra inclinata
(la barra inclinata è quella a sinistra guardando la foto)


sul percorso vita: questa è una nuova specialità olimpica


Per la discesa siamo usciti dal bosco raggiungendo il centro fiume; siamo scesi senza pagaiare a una notevole velocità: in meno di 10 minuti abbiamo percorso i 2 km. che ci separavano dal nostro approdo. Ci siamo proprio divertiti ! Alla prossima piena.

19/06/2016: che avventura !!

Per goderci la piena di questi giorni io e il mio complice di uscite in kayak (è quello con la canoa rossa nella foto sopra) abbiamo fatto la discesa Bereguardo - Pavia. Sfruttando il notevole livello del fiume abbiamo scelto di avventurarci nei bracci laterali che, con il livello normale, non sono percorribili perché in secca. Il divertimento sta nell' aumentato grado di difficoltà nel governare il kayak rispetto alla navigazione a centro fiume: il passaggio non sempre è libero, in certi punti i rami degli alberi si trovano a pelo d' acqua e precludono il passaggio del kayak, bisogna inventare ad ogni passaggio difficoltoso il modo di superarlo.
In uno di questi passaggi, in un punto in cui la corrente del fiume era notevole, il mio compagno d' avventura si è rovesciato, finendo in acqua. La situazione era veramente da corso di sopravvivenza per aspiranti Rambo: la riva non era abbordabile essendo in quel punto verticale per cui niente "appoggio" con la pagaia (l' appoggio con la pagaia sulla riva si fa per salire o scendere dal kayak). Il kayak era rimasto impigliato in mezzo ai rami della pianta e in quel punto non si toccava il fondo con i piedi. Io non potevo intervenire in soccorso per non finire a mia volta in acqua. Finalmente, dopo circa 30 minuti passati in acqua, il mio complice ha avuto il colpo di genio (o di fortuna): sfruttando un ramo sommerso su cui ha potuto appoggiare i piedi, si è appeso a un ramo sopra la sua testa, riuscendo così a risalire sul kayak mezzo pieno d' acqua. Appena abbiamo raggiunto una riva abbordabile, siamo scesi a terra e abbiamo svuotato l' acqua dal kayak per poi riprendere la discesa. Il suo commento: mi sono proprio divertito !! A questo punto penso che, oltre al diploma di Rambo acquisito con pieno merito sul campo, gli vada attribuita anche la qualifica di mentecatto (dal latino mente captus). Il commento di mia moglie quando le ho raccontato la nostra avventura: due vecchietti come voi non dovrebbero correre questi rischi !! Temo che abbia ragione (però non glielo dico).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Se si vuole un'idrovia Locarno-Venezia, è evidentemente sensato percorrere il Ticino piuttosto della strampalata deviazione per Milano, che vorrebbe pure buttare all'aria la città riesumando i navigli dopo 60 anni solo per scimmiottare Amsterdam. Alla faccia delle grandi opere inutili! Questa è dannosa, e non imposta da Palazzo CHigi, ma voluta da Palazzo Marino e dagli esaltati che hanno firmato il referendum